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Giulietto Chiesa

Allegri, siamo spacciati. L’inedito scontro esploso a Bruxelles non aveva per obiettivo la nostra salvezza. Al contrario, stanno solo decidendo chi scriverà i titoli di coda: il boia di Wall Street o il collega tedesco della Bundesbank? Non cadiamo nell’equivoco, avverte Giulietto Chiesa: la vera posta in gioco non è il braccio di ferro contro la presunta spilorceria della Germania nell’accollarsi l’euro-debito, ma il controllo geopolitico dell’Europa di oggi e di domani. E il nostro destino ha il respiro cortissimo, perché sia le ricette americane che quelle della Merkel prevedono soluzioni nefaste: il nostro futuro nelle mani dei predatori della finanza o, a scelta, in quelle degli autocrati di Berlino. Fine della democrazia, mentre l’interaEuropa si condanna a sprofondare in una crisi sociale inaudita e pericolosissima, possibile preludio di una nuova, drammatica Grande Guerra. 

Non era mai accaduto prima, ammette Chiesa in un video-editoriale su “Megachip”, che l’Occidente si spaccasse in modo tanto clamoroso, mettendo la Germania nell’angolo. L’ultima novità è stata il consenso formatosi attorno ai “suggerimenti” di Barack Obama. A fianco del capo della Casa Bianca si è schierato Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo e membro del Gruppo Bilderberg. Con lui Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea e altro uomo-Bilderberg. Poi c’è Mario Draghi, il presidente della Bce: Draghi è un esponente di punta del Bilderberg, è stato uno stratega decisivo della Goldman Sachs e milita nel “Group of 30”, la super-lobby planetaria che condiziona le istituzioni promuovendo leggi “amiche” per favorire le multinazionali. Nel gruppo anti-Merkel figurano anche Jean-Claude Juncker, capo del Consiglio dei ministri delle finanze dell’Europa, e naturalmente Mario Monti, uomo-Bilderberg e già advisor della Goldman Sachs, nonché discepolo di Friedrich Hayek, super-falco della destra economica europea, l’uomo che predicava l’estinzione dello Stato Herman Van Rompuydemocratico in quanto ostacolo alla prevalenza del più forte.

Uniti contro la Merkel? «Anziché esaltarsi – dice Giulietto Chiesa – data a composizione di questo consenso io mi terrei alla larga: se c’è una cosa chiara è che tutte queste persone non sono nostri amici». A chi pressa la Germania perché concorra nell’immediato al sostegno solidale dei debiti sovrani, la Merkel ha risposto seccamente: «Io combatterò contro quelle idee fin che vivrò». Una frase perentoria. «Vedremo – osserva Chiesa – se la faranno fuori prima politicamente o fisicamente». Il gioco si è fatto molto pesante: «L’unica cosa certa è che entrambi i contendenti sono nostri nemici giurati». Obama e i suoi nuovi alleati europei «vogliono che la somma dei debiti sovrani d’Europa sia in mano alle grandi banche mondiali». E’ l’eterno super-potere di Wall Street, quello che un tempo si chiamava “consenso washingtoniano”: «Vogliono continuare a dominare il pianeta, in attesa della Grande Guerra inevitabile», col Vecchio Continente a metà strada tra gli Usa e la Cina.

E la Germania? «Vuole un’Europa senza alcuna democrazia, con istituzioni tedesche che decidono per tutti, che ficcheranno il naso nella nostra vita quotidiana senza nessun controllo democratico europeo, che decidano in sostanza il futuro e il destino dell’intero continente sotto la guida tedesca. E vogliono un euro tedesco, che serva in primo luogo gli interessi della Germania». Lo dicono i conti di numerosi esperti, come ricordato da un recente editoriale dell’“International Herald Tribune”. «Cifre alla mano, la Germania non ci perderebbe affatto se accettasse una qualche forma di condivisione del debito», come appunto richiesto dagli attuali avversari di Berlino. La Germania, aggiunge Giulietto Chiesa, ha un credito di oltre 700 miliardi nei confronti delle banche centrali dell’Eurozona, e altre centinaia Angela Merkeldi miliardi in titoli nelle banche dei paesi periferici. Ecco perché alla cancelliera non conviene giocare davvero allo sfascio: se l’euro andasse in pezzi, i tedeschi non avrebbero alcuna garanzia di riavere i capitali prestati.

Perché allora la Merkel insiste nel respingere il piano americano appoggiato da Monti e colleghi? Il rifiuto tedesco, sostiene Chiesa, non è certo motivato dall’eccessivo “egoismo” di cui parlano i giornali, che dipingono una Germania contrariata «per quei quattro soldi che dovrebbe sganciare». La partita vera è più seria: «C’è sotto una grande questione politico-strategica, che è quella del destino dell’Occidente». Il punto è: chi oggi la spunta su come regolare i conti in rosso, domani comanderà su tutto il continente. «Di fronte a questi interessi giganteschi, la posizione tedesca è chiara: o il potere lo prendiamo noi, in quest’Europa, e poi lo gestiremo nell’ambito della geopolitica mondiale, quindi nei rapporti con la Russia, gli Stati Uniti e la Cina, oppure andatevene tutti al diavolo, e chi non ci sta crepi per conto proprio». Ma se questo è il ragionamento – degli uni e degli altri – per Giulietto Chiesa «noi siamo le vittime di questa contesa, ed è ridicolo che qualcuno ci proponga di schierarci per l’uno o per l’altro».

In questo scenario, continua Chiesa, si rivela vana persino la disputa sull’uscita dalla moneta unica: «Entrambe le opzioni se ne fregano dell’euro, perché la posta in gioco rimane la stessa. E cioè, chi controlla l’Europa: i “mercati”, ovvero gli Usa e il “consenso washingtoniano”, oppure la Germania». Ben conscio della cupezza dello scenario, Monti si prepara al peggio. Corre voce che, si arrivasse alla rottura, il super-tecnocrate inviato dai poteri forti a commissariare l’Italia preparerebbe un colpo di mano: un prelievo forzoso dai nostri conti correnti e l’apertura di un Fondo speciale, garantito dal patrimonio immobiliare dello Stato, «che di fatto obbligherebbe gli italiani a comprarsi una parte del debito pubblico, Mario Montiriportandoci così dentro i parametri dell’Europa “strozzina”, impoverendoci ancor di più ma senza alcuna crescita, che peraltro non è prevista».

Conseguenza: l’inabissarsi dell’Europa in una crisi sociale di proporzioni gigantesche, «che è la premessa dopo la quale discuteremo di guerra: a questo bisogna prepararsi, il resto sono chiacchiere». Prepararsi, ma come? «Abbiamo una sola scelta: rompere i parametri che ci stanno imponendo. E chiamare la gente a mobilitarsi contro i padroni del mondo», i “masters of Universe” come li ha definiti Krugman. «Avrete notato – aggiunge Chiesa – che né gli uni né gli altri fanno alcun cenno al cambio delle regole della finanza mondiale. Quelle restano scolpite nel marmo – per la Merkel, per Obama e per l’Unione Europea con la sua attuale fisionomia istituzionale». Amara verità: «La truffa non si tocca». C’è stato un “golpe” finanziario, nel quale siamo stati trascinati e in cui ci divincoliamo: la fregatura è proprio questa, l’assenza di una via d’uscita. L’unica alternativa possibile? «Diamogli battaglia, rompiamo le loro regole e riaffermiamo che il disordine viene da loro, perché i truffatori e i fuorilegge sono loro, che questa situazione l’hanno creata». Se ne esce solo con un’azione democratica europea, contro i rapinatori in doppiopetto. «La legge siamo noi», diciamoglielo chiaro: ma dovremo combattere, per farci rispettare.

Articolo originale da Informare per Resistere

 

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