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Fabio Santoprete

vauro-disabili“Voglio liberare il mondo dai disabili”. Questa la pretesa, la follia dell’uomo che ieri in Giappone ha ucciso 19 persone e ne ha ferite altre 20. Nel caos creato dagli attentati terroristici, avvenuti a pochi chilometri dalle nostre case, la crudele morte di alcune persone è stata una notiza decisamente meno rilevante:  in fondo, “quelli” erano diversi, lontani, e non sono neanche morti durante qualche jihad deviata. Quindi non è così automatico provare empatia.
Nella società moderna tutti devono essere utili, efficiente, attivi, in grado di agire, consumare, produrre rapidamente. Non ci si può certo adattare ai ritmi di chi non può correre, e non si può accettare chi vedrà sempre con gli occhi di un bambino. La soluzione più semplice è l’annientamento, per traformare in realtà il sogno della razza perfetta, quello che ha accomunato gli spartani ed Hitler.
Ma chi convive con la disabilità ha diritto ad una dignità troppo spesso negata, non è giusto che esista differenza tale da creare muri e trasformare un’esistenza in una lunga apnea.
“Quanti cristi inchiodati ad una sedia o ad un letto la gente scavalca, per inchinarsi ad un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro.”

zolajaccuseAccadde oggi, 23 febbraio 1898: Emile Zola viene imprigionato per aver difeso l’ebreo Dreyfus condannato ingiustamente e per aver accusato il governo di antisemitismo. Nel giornale l’Aurore scrisse nel gennaio dello stesso anno la famosa lettera al governo, “J’ accuse”- tradotto ” Io accuso”. Eccone una parte:
“Non si potrebbero concepire le esperienze alle quali egli ha sottomesso l’infelice Dreyfus, le trappole nelle quali ha voluto farlo cadere, le indagini pazze, le enormi immaginazioni, tutta una torturante demenza.

Ah! Questo primo affare è un incubo per chi lo conosce nei suoi veri dettagli! Il comandante del Paty di Clam, arresta Dreyfus e lo mette nella segreta. Corre dalla signora Dreyfus, la terrorizza dicendole che se parla il marito è perduto. Durante questo tempo, l’infelice si strappava la carne, gridava la sua innocenza. Continua a leggere

Fabrizio De André, noto anche come Faber, è stato un famoso poeta e cantautore degli anni ’70 italiani, morto l’11 Gennaio 1999. Ha collaborato con personalità di spicco della scena musicale nazionale come Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Massimo Bubola e Nicola Piovani, oltre ad essersi ispirato ad autori stranieri quali Leonard Cohen e Bob Dylan (tanto da essere stato definito il Bob Dylan italiano).

E’ difficile descrivere l’importanza e la profondità di un uomo come Fabrizio De André. Ognuno di noi si incontra in un suo brano, in un suo album o nel suo intero viaggio musicale: c’è chi sogna un amore come quello di Marinella, chi si perde in Sardegna o nella Genova della città vecchia, chi continua la propria lotta gridando ancora più forte contro chi ha votato ancora la sicurezza e la disciplina, per la paura di cambiare. Faber è stato ed è tuttora una fonte di ispirazione per tutti coloro che viaggiano in direzione ostinata e contraria, perché con poche parole è in grado di portarli in un mondo diverso. Continua a leggere

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