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Economia

1660704_1450518538510998_881404523_nLa COOP Centro Italia, proprietaria di gran parte dell’area dell’ex Zuccherificio, ha chiesto al Comune di Rieti una variante urbanistica al fine di triplicare l’area edificabile al fine di   costruire un mega Centro commerciale, nonché edifici per edilizia privata.

L’iniziativa stravolgerebbe l’attuale assetto urbanistico e commerciale della città se non accompagnata da adeguati interventi che mirino a preservare il Centro storico di Rieti, che, pur nell’attuale crisi, continua a svolgere il suo ruolo di aggregazione culturale e commerciale. Riteniamo che che tale area debba essere inclusa al Centro storico attraverso una nuova viabilità che abbatta le barriere oggi esistenti.

Crediamo anche che un mega Centro Commerciale, senza un’adeguata espansione della popolazione residente, si trasformerebbe in un impoverimento del tessuto cittadino con licenziamenti a catena in tutti gli esercizi commerciali.

Pertanto chiediamo, che qualora questa Amministrazione voglia concedere l’autorizzazione alla variante urbanistica chiesta dalla COOP Centro Italia, si intavoli una trattativa affinché la COOP contribuisca a dare a Rieti una viabilità razionale e una Cittadella Universitaria di prestigio che diventi polo di attrazione per i giovani del nostro territorio.

Firma la petizione

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Incontro tra Controvento, l’Assessore Cecilia e i consiglieri Bizzoca e Ludovisi

Si è svolto Venerdì 17 l’incontro di Controvento con l’Assessore Cecilia e i consiglieri Bizzoca e Ludovisi in merito all’ex Zuccherificio e alla sua destinazione. Allo stato attuale sul tappeto è presente la sola proposta della “COOP Centro Italia” di destinare tale struttura a Centro Commerciale, previa autorizzazione a realizzare il triplo della cubatura già prevista.

Bisogna dare atto a Raggi, Presidente del CdS della “COOP Centro Italia”, di aver saputo giocare la partita gettando sul piatto della bilancia un investimento di 60 milioni di euro e un’ipotesi di 200 posti di lavoro. Continua a leggere

Giulietto Chiesa

Allegri, siamo spacciati. L’inedito scontro esploso a Bruxelles non aveva per obiettivo la nostra salvezza. Al contrario, stanno solo decidendo chi scriverà i titoli di coda: il boia di Wall Street o il collega tedesco della Bundesbank? Non cadiamo nell’equivoco, avverte Giulietto Chiesa: la vera posta in gioco non è il braccio di ferro contro la presunta spilorceria della Germania nell’accollarsi l’euro-debito, ma il controllo geopolitico dell’Europa di oggi e di domani. E il nostro destino ha il respiro cortissimo, perché sia le ricette americane che quelle della Merkel prevedono soluzioni nefaste: il nostro futuro nelle mani dei predatori della finanza o, a scelta, in quelle degli autocrati di Berlino. Fine della democrazia, mentre l’interaEuropa si condanna a sprofondare in una crisi sociale inaudita e pericolosissima, possibile preludio di una nuova, drammatica Grande Guerra.  Continua a leggere

 di Lino Rossi

Sulla rete sono in corso numerosissimi dibattiti sul signoraggio; purtroppo prevale la logica del muro contro muro, anche fra persone sicuramente “oneste e disinteressate”. Risulta evidente la presenza di due paradigmi inconciliabili fra loro:

 1) è inammissibile che il proprietario di un bene si indebiti per averlo (coloro che sostengono l’esigenza della vera sovranità pubblica della moneta);

2) è inammissibile che venga creato del denaro libero da debito; se venisse violato questo principio l’inflazione non sarebbe controllabile, ecc. (la scuola austriaca, il mondo finanziario, quello accademico e quello politico). Continua a leggere

di Alessandro Raffa

Le associazioni massoniche: il trait d’union tra le lobby dell’alta finanza che gestiscono le multinazionali – che hanno in mano l’economia globale – ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c’è dietro e quali sono i loro obiettivi.

Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare – o forse, che controllano – il mondo, lo sappiamo bene. Fa parte dell’Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di “Presidente europeo” della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo. Continua a leggere

di Giacinto Auriti

Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo“. Questo principio è particolarmente valido per il sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere che emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione. Continua a leggere

Il concetto di “resilienza” è familiare agli ecologisti e molto meno per noi. Si riferisce alla capacità di qualsiasi sistema di mantenere il proprio funzionamento nonostante un cambiamento o uno shock subito dall’esterno. Per capire meglio, la diminuzione delle emissioni di CO2 senza la costruzione della resilienza, è in definitiva, del tutto inutile; Rob Hopkins scriveva: Continua a leggere

Nasce il CELAC nel silenzio dei media occidentali

di: Strategic Culture Foundation 

A giudicare dalla copertura offerta dai media occidentali, soprattutto negli Stati Uniti, si aveva l’impressione che l’istituzione della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) sia classificata essenzialmente come una notizia di sfondo. I servizi da Caracas, dove un forum di 33 presidenti e primi ministri dei paesi della regione si sono riuniti il 2-3 dicembre, sono stati volutamente minimalisti, con emozioni superficiali solo in connessione con i problemi di salute del leader venezuelano H. Chavez, che ha ospitato il vertice. Infatti, ha messo in chiaro un certo numero di volte, che li aveva affrontati ed era pronto a farsene carico per paio di decenni a venire, ma l’Impero, con la sua permanente campagna di disinformazione, non sembra sentirlo. Continua a leggere

Alexandros Grigoropoulos 15 anni anarchico ammazzato ad Atene, rimangono in piazza migliaia di giovani e un cane…

di: Doriana Goracci (link)

Non so se tutto cambia e cosa improvvisamente cambierà. Penso al mare e al vento, come la prima volta che baciai  la terra di Grecia dove c’erano ancora i colonnelli… avevo 20 anni. Non si pagava per entrare al Partenone, oggi si paga ancora con la vita, lottare.

L’ amico Roberto Aldo Mangiaterra mi ricorda, inviandomi un video del Corriere, che sono 3 anni, oggi 6 dicembre 2011, che è morto un quindicenne ad Atene, Alexis Grigoropoulos, ma il cane Kanellos è vivo più che mai e c’è: (“Quella dei cani-condottieri è ormai una tradizione consolidata in Grecia: prima dell’arrivo di Loukanikos la mascotte (morta per vecchiaia) di Atene si chiamava Kanellos. Dall’esplosione della crisi nel 2008 il cane color miele è diventato un simbolo non solo per i manifestanti che postano sul suo profilo Facebook foto che lo ritraggono, ma anche per i media (la BBC gli ha dedicato un video di tutte le sue apparizioni). Il cane è sempre in prima fila ed è stato anche preso a manganellate.” ) Continua a leggere

di Andrea Degl’Innocenti (link)

L’hanno definita una ‘rivoluzione silenziosa‘ quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

Una rivoluzione silenziosa è quella che ha portato gli islandesi a ribellarsi ai meccanismi della finanza globale e a redigere un’altra costituzione

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, Continua a leggere

di Enzo Raffaele (link)

Dopo l’incoronazione di Mario Draghi a “suo” Governatore, la BCE ha “piazzato” a capo del Governo fantoccio d’Italia l’altro suo Mario di fiducia, Monti. La designazione è stata anticipata dal solito “intervento irregolare” del nostro Presidente comunista “amico di Pluto” che, recependo alla lettera il dettato della troi(k)a UE-BCE-FMI, ha “preventivamente” nominato Monti senatore a vita. La Commissione ha mandato all’Italia commissariata un “loro” commissario “locale”, come in Grecia Papademos, così non avranno più nemmeno bisogno di scriverci. Un altro Mario premi(er)ato dall’ Elite! Continua a leggere

da Infotricks

Mettere Mario Monti a Capo del Governo (tecnico o di emergenza cambiano le parole ma non la sostanza) è come mettere il lupo a guardar le pecore (noi) o la volpe a sorvegliare i polli (ancora noi).

Mai come in questi giorni sui siti e blog di Controinformazione (letteralmente contro l’informazione faziosa mainstream) si alza la voce unita ed accorata (con qualche eccezione italiota) che dice un secco NO a Monti, un personaggio dal curriculum controverso ed inquietante (Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderben..). Di contro sui media mainstream (con qualche eccezione genuina e/o paracula) lo stesso Monti è invocato come un vero e proprio salvatore della patria, minimizzando sul suo oggettivo passato mondialista, dimostrando così ancora una volta in modo inequivocabile la faziosità e la non-indipendenza dei mass-media.

Se però, nonostante tutto, continuiamo a non renderci conto del vero e proprio golpe finanziario in atto, forse siamo davvero pecore e polli e meritiamo di finire al macello (sociale) e finire spolpati. Continua a leggere

Un ampio studio scientifico ha scoperto che l’economia mondiale è in mano ad una rete di poche aziende intrecciate tra loro. Una corporazione che decide sulle sorti del globo. Eccovi i nomi..

Sono appena 147 compagnie. E hanno in pugno il mondo. Aziende che controllano l’economia mondiale e dettano il programma alla politica. Non è la teoria di cospirazionisti e fanatici del complotto che impazzano sul web, ma il risultato di una complessa analisi di tre studiosi del Politecnico ETH di Zurigo. Nello studio intitolato “The network of global corporate control” Stefania Vitali, James Glattfelder e Stefano Battiston hanno rintracciato le relazioni di ben 43.000 multinazionali e sono giunti alla conclusione, che l’intero sistema è governato dal rapporto di un piccolo gruppo di imprese, principalmente del settore bancario.

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da Avaaz.org

Oggi i leader mondiali s’incontreranno per discutere della crisi economica. Le banche e le multinazionali hanno ottenuto in cambio della sponsorizzazione la partecipazione al vertice, e questo succede proprio mentre i cittadini sono stati cacciati via.

E’ uno scandalo: il G20, il vertice governativo più importante al mondo, si riunirà oggi per discutere della crisi economica mondiale. E sapete chi lo sponsorizzerà? Le banche e le multinazionali! Non c’è da sorprendersi alla notizia che Cannes, la città che ospiterà il vertice, è chiusa come un fortino e i normali cittadini non possono accedervi, mentre gli amministratori delegati di banche e multinazionali avranno libero accesso per dire ai governi quel che devono fare.

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