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Ricorrenze

Fabrizio De André, noto anche come Faber, è stato un famoso poeta e cantautore degli anni ’70 italiani, morto l’11 Gennaio 1999. Ha collaborato con personalità di spicco della scena musicale nazionale come Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Massimo Bubola e Nicola Piovani, oltre ad essersi ispirato ad autori stranieri quali Leonard Cohen e Bob Dylan (tanto da essere stato definito il Bob Dylan italiano).

E’ difficile descrivere l’importanza e la profondità di un uomo come Fabrizio De André. Ognuno di noi si incontra in un suo brano, in un suo album o nel suo intero viaggio musicale: c’è chi sogna un amore come quello di Marinella, chi si perde in Sardegna o nella Genova della città vecchia, chi continua la propria lotta gridando ancora più forte contro chi ha votato ancora la sicurezza e la disciplina, per la paura di cambiare. Faber è stato ed è tuttora una fonte di ispirazione per tutti coloro che viaggiano in direzione ostinata e contraria, perché con poche parole è in grado di portarli in un mondo diverso. Continua a leggere

di Erri De Luca tratto da L’ospite Incallito (2008)

Il brindisi è un’usanza indebolita. Tuttalpiù si recita la formula scipita “Alla salute”. In un capodanno di un secolo fa Anna Achanatova, russa, poeta, si appuntò tre brindisi pronunciati alla sua tavola. Uno: “Bevo alla terra dei prati nativi nella quale tutti noi torneremo”; un altro verso Anna: “E io alle sue poesie dentro le quali tutti noi viviamo”; un terzo: “Dobbiamo bere a chi non è ancora con noi”.

Aggiungo qui di seguito un mio:

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di Salvatore Santoro (link)

Oggi 4 Novembre 2011, giorno della “festa nazionale e dell’unità delle Forze Armate“, si ricorda la fine “vittoriosa” della “Grande Guerra”. Il Ministero della Difesa ha organizzato per l’occasione un concerto di Ennio Morricone a Roma, in collaborazione con (guarda caso) l’Eni. Nella giornata si parlerà anche dei recenti impegni dell’Esercito, delle “missioni di pace” e così via. Insomma, la solita retorica militarista e sciovinista sempre più egemone in questi anni.

Oggi è festa per il militarismo e i suoi “valori”, festa della violenza e della logica genocida della guerra, festa dell’odio e dello sfruttamento dei popoli in nome dell’imperialismo nazionale e sovranazionale.

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