Pensa Globale, Agisci Locale!
Battaglie
scie-chimiche-italia-banner.gif ACQUA.jpg TARZIA.jpg 04FREETIBET.jpg NONUCLEARE.jpg
Verità Nascoste
WHY.jpg WITWATS.jpg SCIE-CHIMICHE.jpg ILNUOVOSECOLOAMERICANO.jpgg 119.jpg IPADRONIDELMONDO.jpg
CONTROLLO e POTERE
KYMATICA.jpg ESOTERIC-AGENDA.jpg WIKIREBELS1.jpg

Nel 1950 la Repubblica Popolare Cinese invase il Tibet.

L’invasione e l’occupazione del Tibet costituirono un inequivocabile atto di aggressione e violazione della legge internazionale. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di sinizzazione e sottomissione del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare. Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò l’insurrezione con estrema brutalità uccidendo, tra il marzo e l’ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87.000 civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove fu costituito un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici. Attualmente, il numero dei rifugiati supera le 135.000 unità e l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle persecuzioni cinesi non conosce sosta. In Tibet, a dispetto delle severe punizioni, la resistenza continua.

Dominio cinese in Tibet

Tibet protests

L’occupazione cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale:

– Oltre 1.000.000 Tibetani sono morti a causa dell’occupazione.

– Il 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri e stupa, è stato distrutto.

– La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.

– In Tibet sono di stanza 500.000 soldati della Repubblica Popolare.

– Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio paese. Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo.

– Lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non ai Tibetani.

La violazione dei Diritti Umani
Tibet protestsNel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva “la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso il diritto all’autodeterminazione“. A partire dal 1986, numerose risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti, del Parlamento Europeo e di molti parlamenti nazionali hanno deplorato la situazione esistente in Tibet e all’interno della stessa Cina ed esortato il governo cinese al rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Malgrado gli incessanti appelli della comunita internazionale:

  • il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato.
  • Miglialia di tibetani sono tuttora impriogionati, torturati e condannati senza processo. Le condizioni carcerarie sono disumane.
  • Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l’aborto.
  • I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso.
  • Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al Partito comunista.

Sostegno internazionale

Nel corso degli anni il problema tibetano è stato oggetto di una crescente attenzione da parte della comunità internazionale. Il Dalai Lama è stato insignito, nel 1989, del Premio Nobel per la Pace ed è stato ricevuto da molti capi di stato. In diversi paesi si sono costituiti gruppi interparlamentari a favore del Tibet, e in 60 paesi, sono attivi oltre 100 gruppi di sostegno. Gli Stati Uniti, l’Austria, l’Australia e l’Unione Europea a più riprese hanno inviato in Tibet delegazioni parlamentari d’inchiesta. In Italia è nato, nel maggio 2002, l’Intergruppo Parlamentare Italia-Tibet che, all’indomani della sua costituzione, ha presentato una risoluzione sul Tibet approvata a larga maggioranza il 9 ottobre 2002.

Tibet protests

 

Per tutti gli approfondimenti, le azioni urgenti, il sostegno da portare, si rimanda ai siti:

Si consiglia inoltre la visione del documentario Tibet: il grido di un popolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su
FBICO.pngYouTubeICO.pngTwitterICO.png
Categorie
ECONOMIA
SAUSTV.jpg OBSOLESCENZA.jpg THE-CORPORATION.jpg debtocracy.jpg
SALUTE e AMBIENTE
ACQUA.jpg HOME.jpg PIANETAVERDE.jpg EARTHLINGS.bmp THE COVE.jpg
SCIENZA
JOURNEY.jpg