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Una scelta di campo

Ci siamo seduti dalla parte del torto perché

dalla parte della ragione i posti erano già tutti occupati

(B. Brecht)

Ci sono, in Italia e nel mondo, uomini e donne che accettano lo stato di cose presenti. Ci sono, in Italia e nel mondo, uomini e donne che non accettano lo stato di cose presenti, uomini e donne che alzano la testa e dicono NO. Dicono NO allo sfruttamento degli uomini e delle donne, alla mercificazione dei rapporti umani, alla povertà, alle discriminazioni di classe, genere e razza, alle violenze sui deboli. Uomini e donne che hanno sempre torto perché non hanno la possibilità di far valere le loro ragioni. Di fronte alla barbarie non vi sono terze vie: si accetta e si subisce oppure si rifiuta e si combatte.

Controvento ha fatto la sua scelta: siamo parte integrante di un movimento globale che vuole abolire lo stato di cose presenti.

Le nostre radici

Per costruire storia duratura non bastano i “migliori”,

occorrono le più vaste e numerose energie nazional-popolari

(A. Gramsci)

Sono in tanti ad affermare che il ‘900 ha conosciuto errori ed orrori a causa delle ideologie. Nel nuovo secolo, pare che le ideologie siano morte ma i conflitti sociali si sono acuiti così come i conflitti geopolitici legati al controllo delle risorse. Nel corso del ‘900, generazioni di rivoluzionari hanno perseguito un sogno utopico che la storia ha, puntualmente, trasformato in incubo. Le esperienze storiche legate alla Rivoluzione d’Ottobre in Russia non sono riuscite ad andare oltre un modello sociale totalitario che, se pur storicamente spiegabile a fronte della furia omicida del fascismo e nazismo, non è accettabile e non può essere accettato. Quel modello nasce in un contesto storico in cui la “conoscenza” era appannaggio delle élite che si organizzavano in Partito per guidare ed educare le masse. Le trasformazioni sociali del ‘900, la scolarizzazione di massa, la diffusione della “conoscenza” rendono obsoleto quel modello e ci danno la possibilità di sperimentare nuove forme di aggregazione, di coltivare nuovi valori, nuovi sogni e nuovi orizzonti.

Controvento rivendica la sua scelta di campo ed ha il massimo rispetto per quelle generazioni di rivoluzionari che, nel corso del ‘900, hanno tenuto alto il desiderio di riscatto delle classi subalterne, ricorda con affetto la figura di Ernesto Che Guevara che incarna il sacrificio di migliaia di militanti, affonda le sue radici nell’esperienza della Resistenza, patrimonio storico di tutti gli antifascisti italiani, e nel ciclo di lotte portato avanti dai Movimenti degli anni ’60 e ‘70.

Liberazione e Costituzione

A ripensarci sessant’anni dopo,

ci chiediamo come sia stata possibile quella guerra di liberazione.

Non la Liberazione del 25 aprile 1945, dell’insurrezione,

della discesa nella pianura e nelle città,

ma la liberazione di ciascuno di noi dal provincialismo,

dal fascismo, dal perbenismo piccolo-borghese.

La prima e più importante cosa che i libri di storia non spiegano,

che i documenti non raccontano della guerra partigiana

è questo stato d’animo di libertà totale ritrovata.

(G. Bocca, Partigiani della montagna)

Controvento affonda le sue radici nell’esperienza storica della Resistenza iniziata nel Settembre 1943, quando Mussolini fonda la Repubblica di Salò, e culminata il 25 Aprile del 1945 quando, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale,  il comandante partigiano Sandro Pertini, futuro e indimenticabile Presidente della Repubblica Italiana, lancia l’appello per l’insurrezione. In quegli anni terribili un’intera generazione di giovani rifiutò di arruolarsi tra i “repubblichini” di Salò e scelse la strada del riscatto combattendo contro i nazi- fascisti.

Controvento ritiene si debba il massimo rispetto per quella generazione che mossa dagli ideali di Libertà, Uguaglianza e Solidarietà seppe affrontare e vincere una prova durissima, lasciò sul campo 45.000 caduti perché “sentì l’ardore per la grande riscossa/ sentì l’amore per la Patria nostra”.

Controvento rifiuta le tesi dei revisionisti che mettono sullo stesso piano vittime ed aggressori, non accetterà mai che i collaborazionisti “repubblichini” schierati a fianco del nemico, che coloro i quali si sono macchiati dell’infamia nei rastrellamenti dei civili e nella fucilazione degli ostaggi vengano equiparati ai combattenti per la Libertà.

In quegli anni le aspirazioni per la giustizia sociale, l’emancipazione dalla povertà e una redistribuzione più giusta del reddito si mescolarono alla guerra per l’Indipendenza e la rifondazione della nazione nella pace e per la pace, nella libertà e per la libertà. In quegli anni si è forgiata una classe dirigente che ha scritto e approvato la Costituzione Italiana, una Costituzione altamente innovativa che, ancora oggi, è baluardo nella difesa delle libertà repubblicane.

Controvento difende la Costituzione Italiana e respinge gli attacchi che ne vogliono snaturare lo spirito e le idealità.

Internazionalismo e Globalizzazione

Se non ti dimentichi mai delle radici che tieni

Rispetti pure quelle dei paesi lontani!

Se non ti dimentichi mai da dove vieni

Dai più valore alla cultura che hai!

(Sud Sound System –  Le radici che hai)

Rispondendo all’appello di Carlo Marx (Proletari di tutti i paesi, unitevi!), i partiti di sinistra hanno sempre cercato di creare dei coordinamenti sovranazionali (I, II e III Internazionale). L’Internazionalismo è sempre stato presente come tratto connaturato della stessa condizione di esistenza del proletariato. Nessuna distorsione nazionalista, xenofoba, razzista ha mai potuto piegare o cancellare in modo duraturo questo contenuto di fondo. Durante gli anni ‘60 e ‘70  l’antimperialismo, la solidarietà con il Vietnam, con il popolo palestinese, con il popolo cileno vittima di un atroce colpo di stato erano alcune delle tematiche su cui si è formata un’intera generazione: i popoli del Terzo Mondo erano in fermento e la solidarietà con le loro lotte era lo strumento per una presa di coscienza collettiva. Assistiamo oggi ad un apparente rovesciamento di fronti. Il grande capitale, attraverso la globalizzazione, si è internazionalizzato, parla la stessa lingua, utilizza gli stessi meccanismi, delocalizza produzioni, distrugge equilibri ed economie, impone uno stesso standard, uno stesso stile di vita. È un Capitale sovrannazionale ma non pacifista e solidale, è un Capitale guerrafondaio e ladro di risorse. Le sue merci, in nome del liberismo economico, abbattono confini ma distruggono identità. Ma quanto più sviluppate sono le forze produttive del capitale, quanto più esteso il suo dominio, con tanta maggiore forza e chiarezza emerge dai movimenti di lotta una tendenza internazionalista e solidale.

Controvento si impegna a sostenere le ragioni dei movimenti di lotta delle classi subalterne, contrasta le tendenze razziste oggi presenti nella società italiana, guarda con interesse all’esperienza degli Zapatisti che contrastano la distruzione della loro economia e della loro identità con la creazione di un contropotere diffuso.

Informazione e Controinformazione

Il potere di classe fa violenza e reprime

con gli armamenti, la guerra, la galera e la tortura,

ma anche con i poteri della cultura prezzolata

e con l’impiego bugiardo dei mezzi di informazione.

(Pio Baldelli, Informazione e Controinformazione)

In una società  completamente democratica non si dovrebbe prescindere dal diritto di  poter manifestare liberamente e completamente il proprio pensiero. Ma la realtà è abbastanza diversa in quanto l’informazione ufficiale rimane gestita dai grandi gruppi politico-finanziari che controllano la maggior parte degli spazi comunicativi. Una Comunicazione mummificata, rituale, costruita su veline ufficiali. Sono poche le voci del giornalismo di inchiesta che, pur utilizzando i canali dei giornali o della TV, hanno contrastato le verità ufficiali e quelle poche voci vengono costantemente limitate e boicottate. La nascita di Internet ha spezzato il monopolio e la Controiformazione dal basso ha trovato uno strumento agile in cui dialogare, diffondere notizie e punti di vista, formarsi un’opinione. La circolazione delle notizie diventa in tempo reale e le “Verità ufficiali” crollano davanti all’evidenza delle documentazioni on-line. Tutti i regimi autoritari che hanno bisogno delle versioni ufficiali temono l’”anarchia” di Internet, temono la sua capacità di organizzazione e mobilitazione come, nel 2011, hanno dimostrato i giovani tunisini, egiziani e arabi che si sono opposti ai loro regimi autoritari. Internet è un flusso caotico  ma è una grande opportunità.

Controvento nasce nell’era digitale di Internet, ne utilizza gli strumenti, ne difende gli spazi, si oppone a tutti i tentativi di limitarne l’uso.

Controvento respinge gli attacchi alla libertà di stampa e contrasta le leggi bavaglio che vogliono limitare la libertà di opinione.

Stato Sociale e Beni Pubblici

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

(A. Gramsci, da “L’ordine nuovo”)

Lo Stato Sociale è la rete di servizi comuni che tutela diritti fondamentali quali l’Assistenza Sanitaria, l’Istruzione Pubblica, il Sistema Pensionistico. È una conquista fondamentale nel processo di emancipazione, è obiettivo perseguito da tutte le lotte dal dopoguerra ad oggi. Scuola, Sanità, Pensioni hanno progressivamente allargato l’area delle tutele che oggi sono riconosciute a tutti i cittadini italiani. Assistiamo però, nell’ ultimo periodo, a continui tentativi di limitarne portata ed effetti attraverso tagli che mirano a peggiorarne la qualità per imporne alla fine la privatizzazione. A questo sistema malato che vuole cancellare diritti, vuole privatizzare i Beni Comuni, vuole distruggere Scuola e Università,

Controvento si oppone rivendicando la superiorità di un sistema pubblico che tuteli sino in fondo  i Beni Comuni materiali e immateriali.

Controvento si impegna a difendere l’Istruzione Pubblica che, pur tra grandi difficoltà, è da sempre impegnata nella formazione culturale, umana e civile dei giovani.

Etica e questione morale

I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela:

scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società

e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti

e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati,

i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque

senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti,

oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.

(E. Berlinguer, 1981)

Lo spettacolo di una classe dirigente affaristica, collusa e immorale rischia di trascinare la questione etica su un terreno che non ci appartiene. È lo spettacolo indecente di politici che tuonano pubblicamente contro i “vizi” , ponendosi come paladini della morale, per poi scoprire di essere, privatamente, i primi “utilizzatori finali” di quegli stessi “vizi”. Tutto ciò è sicuramente riprovevole ma la questione etica deve essere rigidamente separata dalla questione morale. Ogni cittadino può essere individualmente turbato, indignato o sentirsi ferito da un comportamento che ritiene moralmente inaccettabile ma tale comportamento diventa politicamente rilevabile, e quindi eticamente condannabile, se vi sono associati reati o comportamenti non corretti. Ciò che ci interessa, e per noi è eticamente rilevante, è l’intreccio di norme che partiti e classe politica hanno elaborato per alimentare i propri privilegi separandosi sempre più dal paese reale. Si legifera sui tagli e sacrifici altrui ma si salva il proprio status quo e i propri privilegi. In questo modo questa classe politica cerca di raggiungere il suo obiettivo: allontanare i cittadini dalle politica. Il nostro obiettivo è diametralmente opposto, per Controvento la Politica deve ridiventare passione e militanza, scelta consapevole, interpretazione dei bisogni delle classi subalterne, deve essere autorevole per offrire prospettive durevoli al paese.

Controvento si propone di reinterpretare questa nuova idea della politica ed esige, dai propri militanti e dirigenti, comportamenti eticamente corretti.

Controvento è un movimento politico che elabora collettivamente la propria strategia e sottopone le scelte fondamentali alla discussione e decisione di tutti i militanti nella consapevolezza che democrazia interna e scelte consapevoli impediscono personalismi e degenerazioni.

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