Pensa Globale, Agisci Locale!
Battaglie
scie-chimiche-italia-banner.gif ACQUA.jpg TARZIA.jpg 04FREETIBET.jpg NONUCLEARE.jpg
Verità Nascoste
WHY.jpg WITWATS.jpg SCIE-CHIMICHE.jpg ILNUOVOSECOLOAMERICANO.jpgg 119.jpg IPADRONIDELMONDO.jpg
CONTROLLO e POTERE
KYMATICA.jpg ESOTERIC-AGENDA.jpg WIKIREBELS1.jpg

È UN CONSULTORIO, NON UN ORATORIO!

Di: Lucia Fiocco

La proposta di legge regionale Tarzia riguardo alla “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari” mira a modificare la legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

La legge 194 così come è ora, tra le altre cose, conferisce un ruolo centrale ai consultori familiari, che hanno tra i loro scopi, come si evince dalla legge che li istituisce (29 luglio  1975 n.405) “La somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo, in ordine alla procreazione responsabile, nel rispetto delle convinzioni etiche e dell’integrità fisica degli utenti”. Ciò significa che i consultori hanno l’obbligo di assistere gli uomini e le donne, che si rivolgono a queste strutture, nel rispetto del loro credo e delle loro decisioni.

Il punto centrale della nuova proposta elaborata da Olimpia Tarzia (Consigliere Regionale Lazio, PdL) è contenuto nell’articolo 13, che introduce il cosiddetto “primo procedimento” obbligatorio. Tale procedimento propone alla donna (dopo la fase di ascolto) “il riconoscimento del valore primario della vita, della maternità e della tutela del figlio concepito” e suggerisce le varie alternative all’aborto. Solo se la donna non dovesse accettare le soluzioni proposte da questo “primo procedimento”, allora potrà accedere al “secondo procedimento” ovvero quello previsto dalla legge attuale sull’interruzione di gravidanza (Legge 194/78).

In sostanza ,oltre che allungare i tempi dell’interruzione di gravidanza, provoca una pressione psicologica sulla donna tale da condizionarne le scelte o da spingerla a cercare soluzioni pericolose per la propria salute nel sottobosco dell’illegalità privata.

Oltre all’introduzione del “primo procedimento”, tale proposta mira a suddividere e finanziare tre tipi di consultori: pubblici, privati a fine di lucro e privati non lucrativi, comportando:

– Il trasferimento di ingenti somme di denaro pubblico ad associazioni private aventi obiettivi diversi da quelli di una struttura pubblica (che si rivolge a tutte e tutti) e che non rispettano la sensibilità e la libertà decisionale della donna.

– L’introduzione, all’interno dei consultori, di associazioni religiose che saranno legittimate a controllare le donne, le coppie, le famiglie e le loro scelte personali e riproduttive sulla base del loro modello ideologico, ispirato ad un’etica religiosa che non tutti condividono.

Chi vuole andare in un oratorio ha il diritto di andare in un oratorio ma chi vuole andare in un consultorio ha il diritto di andare in un consultorio!

In definitiva la nuova proposta cancella di fatto anni di battaglie per i diritti della donna risultando come un vero e proprio passo indietro, che tenta di riportarci agli anni in cui la scelta finale non era in mano al singolo individuo. Oltre a ciò è presente un serio pericolo di incentivare il fenomeno degli aborti illegali e il traffico speculativo ed illecito di farmaci anticoncezionali.

Controvento e CortoCircuito si impegnano in questa battaglia con una raccolta firme da presentare al Governatore della Regione Lazio Renata Polverini per dire che questa legge non rappresenta noi, ma quelle che loro vorrebbero che fossimo.

Per questo noi:  OBIETTIAMO GLI OBIETTORI

 

Approfondimenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici su
FBICO.pngYouTubeICO.pngTwitterICO.png
Categorie
ECONOMIA
SAUSTV.jpg OBSOLESCENZA.jpg THE-CORPORATION.jpg debtocracy.jpg
SALUTE e AMBIENTE
ACQUA.jpg HOME.jpg PIANETAVERDE.jpg EARTHLINGS.bmp THE COVE.jpg
SCIENZA
JOURNEY.jpg